Ricerca:
                                                                                                                                                                                                  In questo periodo I Simpson non sono trasmessi su nessun canale televisivo Italiano, visita sempre l'Hoemrata e iscriviti alla NewsLetter per restare sempre aggiornato.                                                                                                                                                                                                   
il cartone il film il cartoneil cartoneextras

HOMEPAGE > IL CARTONE > PILLOLE STORIA E TRAME

Storia e trame

In parte abbiamo già introdotto l'argomento nel capitolo "Chi e cosa sono I Simpson?", ora non resta che approfondirlo ulteriormente.

Si parlava di satira e cruda vita. A grandi linee queste sono caratteristiche spesso presenti in ogni singola puntata, ma ovviamente in 400 episodi non si può campare esclusivamente di ciò, sono necessarie soluzioni alternative che possano trasformare le due già citate in "arredamento" scenico.

Prendendo spunto da questo pazzo mondo contemporaneo le tematiche fino ad ora affrontate variano dal campo umanistico a quello scientifico, invadendo spazi che, almeno prima della "venuta di Homer", nessuno avrebbe mai creduto possibili per una serie animata.

La politica

Il mondo politico americano, ad esempio, è spesso bersagliato da battute tanto irrisorie quanto terribilmente realistiche; da Nixon a Bush senor, da Clinton ad Al Gore per tornare in casa Bush con il figliol prodigo, passando da Roosevelt a Ford ed arrivando fino al sistema intero di deputati, senatori e ministri. Celeberrima è la battuta: "Signor Simpson, esistono migliaia di persone come lei senza alcun talento specifico" alla quale Homer replicò "Sì, si chiamano deputati!". Poche e semplici parole che dovrebbero sin da subito far capire il pensiero sulla questione di Groening e soci.Le decisioni del governo americano sono state dunque frequentemente messe in discussione, specie quelle militari e giudiziari. Il patriottismo dei produttori non è comunque messo in discussioni, ma ciò che lasciano intuire non è certo un banale amore per le stelle e strisce, piuttosto una rassegnazione ad apprezzare tanto i pregi quanto i difetti dell'intero paese.Nonostante ciò, come già detto, le gag non mancano. Ad esempio il dialogo tra Milohouse e Bart sulla guerra: "Beh Bart, abbiamo imparato che la guerra non è una risposta" "Tranne che per tutti i problemi dell'America!".Oppure quella in cui Homer, Smithers e Burns scappano da Cuba e dipingono uno strano concetto di giustizia: Smithers "Ma signore, a lei non spetta la galera!?"; Burns "Se è un crimine amare il proprio Paese, allora sono colpevole; e se è un crimine rubare un trilione di dollari al nostro governo e consegnarlo alla Cuba comunista, allora sono colpevole anche di questo... e se è un crimine corrompere una giuria, che Dio mi aiuti, ne sarò presto colpevole!"; Homer "Dio benedica l'America!"Insomma, ce n’è per tutti… E non tutti, chiedere a Bush senor per la conferma, apprezzano in pieno questa simpatica generosità.

La religione

In genere, osservando con più attenzione le varie puntate, non si potrebbe certo affermare che il Cristianesimo o la fede in generale ne esca ben dipinta e pubblicizzata. La produzione ha indubbiamente sempre dimostrato un’indole decisamente scettica ed atea, arrivando persino a sfiorare la pura blasfemia.Chi non ha mai visto la puntata in cui un Homer in mutande ascolta musica rock in Chiesa, impugnando un grosso crocifisso come se fosse una chitarra? In un altro celebre episodio, non a caso tradotto come Homer l’eretico, ci si interroga sul perché l’uomo debba andare in Chiesa la domenica. Dio è presentato come il classico vegliardo dai lunghi capelli bianchi, con una barba folta, una lunga tunica e dei sandali ai piedi, perpetuando lo stereotipo che il mondo occidentale ha creato sul suo conto.Il Signore ogni tanto premia, altre volte punisce, comunque agisce sempre in modo differente, forse a testimonianza del fatto che non si può cercare una mano divina laddove logica e casualità la fanno da padrone.I buonistici quanto assolutamente poco credibili finali di alcuni episodi in questione, Flanders che salva Homer dall’incendio e il reverendo Lovejoey che salva l’alluvionata città con semplici preghiere, o l’uso di termini goliardici come "chiesaroli" ci dicono più cose di quanto si pensi.Il più chiaro esempio del pensiero satirico e sdrammatizzante viene però espresso da Homer, con quella che rimarrà per sempre una citazione epocale: "Mi son sempre chiesto se c'è un Dio. Ora lo so: c'è... E sono io!"Non per forza però la satira giunge con battute o gag tanto esileranti quanto eretiche; nel caso della caratterizzazione del reverendo Lovejoey e soprattutto della famiglia Flanders questo avviene in modo molto più fine.Il primo recita soventemente il ruolo del reverendo disilluso, privo dell’entusiasmo necessario a render partecipe la sua comunità. I Flanders vengono invece dipinti come la classica famiglia di perfetti devoti: bigotti fino all’esasperazione, tanto credenti da ignorare realtà inopinabili, carichi di buonismo ed incapaci di provare rancore, odio o qualsiasi altra pulsione proibita dalla Bibbia. Tuttavia, più per scimmiottare le credenze che per altro, la Divina Provvidenza non manca mai di aiutarli ogni qualvolta sia da loro stessi invocata.

La sessualità

A dimostrazione del fatto che lo show non è esattamente destinato ai bambini ci sono senza dubbio i molti espliciti riferimenti alla sfera sessuale.Un’intera puntata è dedicata ai problemi di coppia di Homer e Marge, che, per ritrovare "l’appetito", provano senza successo vari stratagemmi fino a che non si accorgono che il rischio di esser visti li eccita più che mai.Spesso poi le coccole, così vengono chiamate, non vengono risparmiate o lasciate chiaramente intendere. Di sicuro nella puntata in cui Apu e Manjula cercano di avere un bambino non è certo tirata in ballo la favola della cicogna."Non si può basare tutto sul sesso. Non si può!". Lo diceva lo stesso Homer allo sfortunato padre di Milhouse. Probabilmente è per questo motivo che l’amore frequentemente viene tirato in ballo. D’altronde qual è la maggior causa dei problemi di tutte quelle persone abbastanza ricche da avere casa, cibo, vestiti e divertimenti garantiti, ma convinte comunque di vivere una vita all’insegna della tristezza? Ovviamente l’amore. Psicologi e cuori infranti: satira e vita reale.Tuttavia traspare un’evidente devozione verso questo sentimento, chiaro sintomo di come tutto sommato gli scrittori vorrebbero vedere il mondo.Il tema però tocca anche la questione dell’omosessualità, rappresentata per ciò che realmente è: un fenomeno abbastanza diffuso, piuttosto naturale, ma ancora retaggio di una vecchia società che la dipingeva come uno dei tabù da tener nascosti.Più di un personaggio della serie è gay, i più noti sono Smithers e la sorella di Marge, Patty.

Gli stereotipi nazionali

Nella miglior tradizione della serie, la satira e l’umorismo fatto di stereotipi, non viene dimenticato il resto del mondo.

Sono numerosi i paesi esteri ad esser scimmiottati sfruttando gli abituali clichè con cui da sempre sono dipinti. Tanto per cominciare da casa nostra, ovviamente noi non saremmo altro che mangiatori di pizza e spaghetti dalla inequivocabile tradizione mafiosa. Presto potremo comunque assistere ad una puntata in cui i Simpson arriveranno fin nel nostro paese a caccia… ovviamente di auto sportive.

Il carrello simpsoniano è comunque ricco di altri piatti: Inghilterra, Scozia, Francia, Australia, Giappone, Germania, Brasile, India, Cina, Russia, Canada, Polonia, Svizzera, Africa e l’immancabile Irlanda.

I luoghi comuni si contano solamente con un pallottoliere. Ovviamente vanno però osservati sotto una luce comica. Produttori e scrittori non vogliono certo passare per patriottici, xenofobi e conservatori; semplicemente scimmiottano i paesi esteri nello stesso modo della stessa America, magari, avendo meno tempo a disposizione, più fugacemente e quindi concentrandosi su stereotipi decennali.

Portabandiera britannici sono due guest star di lusso: nientemeno che il primo ministro Tony Blair e la Regina in persona.

Per gli scozzesi c’è il giardiniere Willy, senza contare che in una puntata Homer e Burns si recano al lago di Loch Ness in cerca del famigerato mostro.

I transalpini pagano pegno con l’accento spocchioso, i vini e con l’indole di spensierato culturalismo.

Chi mai potranno essere i più bifolchi campagnoli? Ovviamente gli australiani, più noti per i loro koala che per qualsiasi altra ragione.

Arriviamo ai giapponesi: feticisti, organizzati fino alla nausea, eccessivamente formali ma a tratti spietati; fatevi un giro a Tokyo e lo scoprirete.

Attenzione: sento odore di birra e crauti! Non saremo mica finiti in Germania? Ma non era il paese del cioccolato? Occhio comunque ai non proprio gloriosi riferimenti all’epoca nazista e al passato guerrafondaio della nazione.

Ricordate: in Brasile non prendete mai un taxi; verreste rapiti. Sarebbe un peccato perdersi spiagge idilliache, trenini conga e soprattutto l’abilità calcistica di un qualsiasi verdeoro.

Cosa direste di un costume con una testa d’elefante ed un doppio paio di braccia? O Ganesh è realmente sceso in terra alle nozze di Apu e Manjula oppure qualche burlone si sta divertendo alla faccia della tradizione indiana.

Avete problemi a concepire un figlio? Andate in Cina, là ne hanno centinaia da dar via. Occhio però a non imbattervi nella "burocratosauro", oppure finireste imbottigliati in un rosso tormento.

Russia… O Unione Sovietica? Ma non era la stessa cosa? Oppure la prima non era soltanto una finzione? Così sembrerebbe.

Polacchi e Svizzeri vengono brevemente presi di mira nella stessa puntata in cui Bart si burla dell’intero comitato olimpico; troppo facile infierire sui primi, basta parlare di orologi o cioccolata per i secondi.

I Simpson vanno in Africa! Al grido entusiasta di Homer replica, a migliaia di km di distanza, uno stregone africano che preannuncia sciagure e tragedie. Il bello del continente nero è la sua dinamicità: si cambiano nomi di stati o presidenti alla velocità della luce!

E per concludere, i verdi compagnoni; coloro ai quali viene dedicato l’inizio di una delle puntate epocali: quella del fantomatico Barone Birra… Gli irlandesi! Una citazione per dir tutto:

Burns: darò al mondo qualcosa che ha cercato sin dall'alba dei tempi...
Homer: un irlandese sobrio?
Burns: ancor più raro!

Insomma, una serie che ne ha viste realmente di tutti i colori ed una famiglia che, Antartide escluso, ha girato tutti i continenti della Terra!

Società e cultura

In vent’anni di attività certamente però occasioni per affrontare una variopinta moltitudine di temi non sono mancate. Talvolta questi apparivano in semplici gag o singoli episodi, ma, a ben pensare, altri sono molto ben radicati nella serie. Non vivono sempre ed apertamente nel mondo dell’esplicito, ma leggendo tra le righe le prese in giro satiriche appaiono evidenti.

Hippi
Partiamo dalla cultura Hippie o Beat. Gli indizi sono abbastanza controversi; talvolta sembrano stroncarle in pieno, talaltra accettarle come movimenti importanti e significativi.

Pensate alla scena di Homer che cavalca una bomba-a urlando "infilateci questa nella canna e spippacchiatevela"; di certo non sprizza amore da tutti i pori. Tuttavia andate ora con la memoria alla madre di Homer: sessantottina doc, libera, spensierata, sognatrice e coerente in ogni sua decisione. Più o meno l’esatto contrario di quanto detto poco sopra.
Qual è dunque la vera posizione? Probabilmente dipenderà dallo scrittore interessato. Sicuramente comunque il fenomeno non è ignorato.

Alcolismo
Siete tutti invitati da Boe! Squallida e buia taverna dove Homer ed i suoi amici sono soliti radunarsi. Spesso e volentieri è presente nelle puntate, segno questo che lo stereotipo dell’americano tutto birra, hot dog e tv è perpetrato pienamente.

Non si mostrano però tutte quelle lattine o bottiglie di Duff se non si vuole trattare anche dell’argomento alcolismo.

Barney è il portavoce di tutte quelle persone dal brillante futuro rovinate dal troppo bere; tanto atletico, geniale, educato e professionale quando non beve, quanto goffo, rozzo e pietoso dopo un litrozzo o più di bionda.

La birra è protagonista di più d’un episodio de I Simpson e quasi mai ci è presentata come l’eroina della puntata; però sempre ci è presentata! Cosa significa questo? Probabilmente che negli USA sono consapevoli di abusarne, ma il problema non è preso più di tanto seriamente. Anzi, si potrebbe quasi azzardare che se il proibizionismo vietasse l’alcol probabilmente qualcuno ne produrrebbe "vascate" nella sua tavernetta.
Per noi quindi rimarrà leggenda una delle affermazione del grandioso Barone Birra: "l’alcol è la mia ragione di vita… ed intendo mantenerla!".

Ambiente ed inquinamento
L’energia nucleare è davvero la soluzione ideale per soddisfare il bisogno energetico di un paese? Val sul serio la pena accettare pesci triocchiuti pur di avere sempre due macchine in ogni garage? Domande a cui è arduo rispondere; a noi poveri profani è concessa solamente la visione di uno dei luoghi probabilmente più pericolosi della Terra gestito da irresponsabili combina-guai. Come fa uno come Homer ad essere responsabile alla sicurezza di una centrale "nuculare"?
Non è comunque quello l’unico tarlo nella testa dei produttori. In più occasioni abbiamo visto mari inquinati, tornado, siccità devastanti ed altri moti di ribellione della natura.

Scuola
Non parliamo poi delle scuole pubbliche… La loro decadenza sta toccando picchi storici; i fondi scarseggiano; professori sottopagati perdono facilmente l’interesse necessario ad invogliare e spronare bambini da plasmare; il personale non è certo qualificatissimo.
Insomma, ce n’è per tutti.

Questo particolare contesto è sviluppato nella sua interezza grazie alla presenza sul campo si di Bart che di Lisa. Vengono raccontate e mostrate tutte le varie "leggi del cortile", esplicate da una veriteria gerarchia scolastica.
In cima il direttore, poi gli insegnanti, poi i bulli, a seguito i "fichi", quindi gli "anonimi", in fondo i "secchioni" e a chiudere tutto i bidelli.

Le relazioni tra i vari membri delle varie classi social-scolastiche non mancano mai di approfondimenti, spesso garantiti dallo sviluppo di intere puntate.

Forze dell’ordine
L’istruzione è dunque passata al setaccio. Che dire invece degli organi di polizia? Negli States sappiamo essere volentieri al centro di controverse vicende. Quale mai sarà il pensiero della produzione simpsoniana?

Per capirlo basta analizzare i tre agenti più celebri. Il commissario di polizia, Clancy Winchester, è un uomo corpulento, molto poco acculturato e fin troppo ingenuo. Lou ed Eddie, i suoi sottoposti, non sono certo da meno. Decisamente più in forma, ma ancora più inetti, se possibile, del loro comandante.

Non è certo amore a prima vista; I Simpson e la polizia hanno sempre avuto un rapporto burrascoso, non per un improbabile desiderio anarchico dei produttori, quanto piuttosto per il generale senso di sfiducia che le forze dell’ordine suscitano nei cittadini.

D’altronde, appena ritirata una mazzetta non indifferente, sono significative le parole di Eddie: "Non capisco perché tutti parlano sempre male della mafia".

Povertà
Ricercare spunti per le trame nel sociale porta, prima o poi inequivocabilmente, ad affrontare anche il tema della povertà.

Più d’un senzatetto ha avuto l’onore di conoscere la gialla famiglia. In particolare a passare al microscopio sono il tipico sogno e il crudele incubo americani: ovvero la cavalcata verso il successo di un poveraccio e l’inabissamento rapido e doloroso dei più ricchi.

Fate riaffiorare i ricordi di Herbert Powell o Chester J. Lampwick: da vagabondi a miliardari nel giro di poche ore. Pensate ora al piccolo Pepi o alle sporadiche apparizioni dei due orfanelli vestiti con abiti fin troppo rattoppati.

La povertà è un problema serio, purtroppo non riguarda solamente gli adulti e soprattutto, di nuovo purtroppo, il fenomeno è così radicato nella società contemporanea che è assai arduo trovare una soluzione anche in una serie animata dove, in teoria, tutto è possibile…

Questi comunque sono solo piccoli ed abbozzati esempi di tutto ciò che negli anni è stato possibile affrontare. Come preventivato, I Simpson sono certamente una serie animata, scritta però da adulti per un pubblico adulto o quasi tale. I temi seri affrontati seriosamente faranno dunque ancora a lungo compagnia ad Homer & co.

A cura di Paolo (Zyw)