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Il linguaggio

Tra le molte conquiste che i nostri gialli personaggi hanno portato a termine non vanno dimenticate quelle nel campo linguistico. Si comincia addirittura da una serie di neologismi ed espressioni che sono entrate a pieno titolo a far parte del linguaggio comune di moltissimi fan; la fastidiosa risata del bulletto Nelson, "ah-ah!", si fece largo a livello planetario quasi quanto il leggendario "d'oh!" o il simpatico "mmmm...".
In Italia le traduzioni ci hanno poi regalato il geniale "ciucciati il calzino" o i più pratici "non farti infartare", "eccellente" ed il mitico... "mitico!". Per rendere meglio l'idea, nel 2003 un importante giornalista del National Rewiev commentò il rifiuto francese di partecipare al conflitto iracheno citando in prima pagina una delle massime del giardiniere Willy. Nella versione italiana il senso delle parole è stato deviato, ma originariamente si parlava di "cheese-eating surrender monkeys", letteralmente "scimmie ammaestrate mangia formaggio".
Come ogni altra caratteristica della serie anche linguaggio e lessico utilizzati si sono evoluti nel corso degli anni per andare incontro ad esigenze di marketing, target di telespettatori e censori troppo rigidi. In principio infatti, probabilmente grazie ad una fama non ancora mondiale, gli scrittori non avevano troppe remore nell'inserire parolacce di tutti i tipi e frasi dagli indubbi contenuti volgari o malevoli.
Dunque, in modo direttamente proporzionale al successo, anche il rabbonirsi delle espressioni divenne obbligatorio. Più bambini ed in orari sempre più diurni cominciarono a seguire i gialli springfieldiani e quindi gran parte del trash non potè più esser tollerato dalle censura pubblica televisiva.
I più maliziosi continuano comunque a trovare impliciti riferimenti ad "atti osceni" nascosti accuratamente tra frasi di uso quotidiano.
Trattando un simile argomento non si può far a meno di affrontare anche la questione dialetti. Ovviamente dovrete sempre ricordare che per motivi di familiarità uditiva quelli che erano slang americani di vari stati sono diventati parlate regionali italiane. Non c'è da stupirsi dunque se lo scozzese Willy parla sardo ed il commissario di polizia napoletano.
Per il primo si tratta appunto di semplici questioni organizzative; ogni volta che Willy parla della Sardegna è perchè, nella versione originale, sta in realtà citando la Scozia. I traduttori quando hanno cominciato la loro avventura si son ritrovati di fronte al dilemma: scozzese, fedele all'originale ma non divertente o sardo, differente e simpatico? Non va inoltre dimenticato che durante le prime stagioni Willy era poco più d'una comparsa. Personalmente ritengo abbiano optato per la soluzione migliore: non sarà fedele, ma la sua personalità spicca anche nella versione americana per la parlata caratteristica e, non avendo noi italiani nulla a che fare con lo scozzese, abbiano riadattato il tutto in sardo.
Per Winchester, a partire dal nome (sarebbe Wiggum), non deve esser sottovalutata nemmeno la scelta del napoletano; nella versione originale lui, Eddie e Lou sono dipinti come poliziotti un po' megalomani e ignoranti. Per rendere meglio l'idea: non hanno avuto voglia di studiare, non sanno nemmeno parlare bene l'inglese, usano termini dello slang dialettale in continuazione, sono pigri... e per questo son diventati poliziotti (qua la critica non è mia ma degli autori).
Ovvio che anche per loro sia stata necessario un adeguamento della traduzione. Dunque quale scelta migliore, per viaggiare sull'onda dei luoghi comuni, del napoletano e del pugliese?
E Carl veneto? Dove lo mettiamo? Insomma, in sostanza, i traduttori hanno semplicemente preso i vari dialetti americani e li hanno scambiati con quelli italiani. Io non la vedo necessariamente come un'operazione estremamente sbagliata.
A cura di Paolo (Zyw)