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                                                                                                                                                                                                  In questo periodo I Simpson non sono trasmessi su nessun canale televisivo Italiano, visita sempre l'Hoemrata e iscriviti alla NewsLetter per restare sempre aggiornato.                                                                                                                                                                                                   
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La storia dei Simpson

I Simpson... Chi non li ha mai sentiti nominare? Quanti non li hanno mai visti? Al giorno d'oggi probabilmente si conterebbero pochi individui di quelle due categorie, sicuramente un'infinità in meno di quando, vent'anni fa, questa serie vide la luce. Procediamo però con ordine.

Il concepimento

Il miglior inizio di questa storia è la sua fine: per il ventennale della nascita de I Simpson è previsto il 400esimo episodio. Non male considerato che è ormai la serie americana più longeva trasmessa tra l'altro in prima serata. Attenzione ai dettagli, si parlava di serie "americane" trasmesse in "prima serata"; tutt'oggi, soprattutto per quanto riguarda l'animazione giapponese, ci sono cartoni che contano anche migliaia di episodi. Il record non è per queste ragioni sminuito, infatti la media spettatori per ogni episodio dei Simpson surclassa la stragrande maggioranza degli show inseriti nei vari palinsesti.

Torniamo ora agli albori della civiltà gialla: il fumetto Life in Hell. Creato da Matt Groening e pubblicato sin dal 1978, più di vent'anni fa queste strisce ospitarono nuovi gialli, cattivi e simpatici personaggi: venivano alla luce "I Simpson".

Il successo fu immediato e tempestivamente i Nostri vennero animati e mandati in onda come conclusione del programma televisivo Tracey Ullman Show.
Era il 19 Aprile 1987 quando agli americani venne regalato "Good Night", il primo corto della serie. Nei due anni successivi seguirono tre stagioni di corti, mandati in onda con cadenza settimanale. I Simpson cominciarono a mostrare così la loro indole satirica e terribilmente comica, impossibile da non intrappolare in uno spettacolo a loro stessi interamente dedicato.

Le prime stagioni: gli anni ruggenti

 Dal 1989 partirono quindi le trasmissioni della prima stagione ufficiale e la diffusione fu capillare in tutti i paesi del mondo occidentale: in Italia giunsero come al solito con più ritardo, ma Martedì 24 Dicembre 1991 Canale 5 trasmise finalmente "Un natale da cani". Da sottolineare infine che la sigla venne musicata niente di meno che da Danny Elfman, compositore di indubbia fama e bravura, segno questo che già in principio I Simpson riuscirono a ritagliarsi un importante spazio nel panorama mediatico.

Proprio tra il '91 ed il '92 arrivarono i primi riconoscimenti: nel 1991 il primo dei tanti Emmy Award, l'anno successivo ad esser premiata con un EMA fu in particolare la puntata "Due macchine in ogni garage, tre occhi in ogni pesce". Proprio l'ondata di gloria giunta all'interno degli studi di realizzazione portò già alla fine di quello stesso anno a tentar la via di un lungometraggio, ma i tempi erano precoci.

Insomma, si trattava di un vero trionfo senza precedenti, tutto il mondo guardava ed adorava i Simpson. Dal 1994 la diffusione divenne talmente ampia da toccare anche paesi in origine impensabili, come ad esempio quelli arabi. Censure e tagli cominciarono a rendere meno "cattivi" gli altrimenti cattivissimi springfieldiani, ciò nondimeno fu un processo necessario per evitare di offendere la sensibilità di altre culture o evitare di attirare eccessivamente su di sè le ire dei potenti americani, in primis quelle del presidente Bush senor.

Verso il nuovo millennio: Simpson docet

La celebrità portò ovviamente enormi guadagni, ma a quel punto anche i doppiatori cercarono di accaparrarsi la loro parte. Il 1998 vide la prima minaccia di sciopero, ma grazie anche all'appoggio dello stesso Matt Groening gli attori riuscirono ad ottenere un adeguato ritocco dell'ingaggio.

Dunque in una scatenata danza di scrittori, disegnatori, doppiatori e professionisti d'ogni genere, si susseguirono un gran numero di stagioni. Il tempo passava e la produzione cercava di adeguare gli episodi al target di telespettatori sempre più ampio. L'evoluzione fu graduale e probabilmente necessaria, ma a quel punto mezzo mondo aveva talmente tanto a cuore la serie da sopportare qualsiasi adeguamento o calo d'originalità e satira.

Il nuovo millennio portò così I Simpson ad essere essi stessi fonte d'ispirazione per numerose altre produzioni, mentre intanto i premi ed i riconoscimenti continuavano ad accumulurarsi sebbene la critica cominciasse a far notare che la grinta delle prime stagioni veniva pian piano meno; significativa fu la concessione di una stella nella celeberrima Hollywood Walk of Fame. Oltre a questo nel 2000 tornò alla ribalta il tema "The Movie", ma si trattava solamente di un "simpatico" Pesce d'Aprile. Appuntamento rimandato.

Tra le molte conquiste che i nostri gialli personaggi portarono a termine non vanno dimenticate quelle nel campo linguistico. Infatti addirittura una serie di neologismi ed espressioni entrarono a far parte del linguaggio comune di moltissimi fan; la fastidiosa risata del bulletto Nelson, "ah-ah!", si fece largo a livello planetario quasi quanto il leggendario "d'oh!" o il simpatico "mmmm...". In Italia le traduzioni ci hanno poi regalato il geniale "ciucciati il calzino" o i più pratici "non farti infartare", "eccellente" ed il mitico... "mitico!". Per rendere meglio l'idea, nel 2003 un importante giornalista del National Rewiev commentò il rifiuto francese di partecipare al conflitto iracheno citando in prima pagina una delle massime del giardiniere Willy.

Una nuova era: i record ed il film

L'anno successivo, intanto, I Simpson divennero la serie più longeva che l'America avesse mai ospitato in prima serata, superando non solo alcuni mostri sacri dell'animazione come i Flinstones o Scooby Doo, ma anche tutte le altre serie con attori in carne ed ossa. Forse fu proprio questo successo a convincere i produttori a far partire un ambizioso progetto; lo stesso anno un'indiscrezione venne ufficializzata: The Simpsons Movie sarebbe uscito in anteprima mondiale nel 2007!

Negli USA in quell'anno è prevista la stagione numero 18 che porterà I Simpson alla puntata 400. Intanto già si sa che non sarà comunque l'ultima: la diciannovesima sta bussando alle porte della Fox.

Per quanto ancora continueremo a vedere nuovi episodi? Considerato tutti i successi, i milioni di affezionatissimi fan e un budget ormai immenso verrebbe da pensare a "per sempre", sperando comunque razionalmente di poter evitare i temuti problemi legati alla senilità.
Tuttavia a noi piace sognare, per cui rimaniamo fedeli al romantico "per sempre Simpson"...