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HOMEPAGE > IL CARTONE > EPISODI CAPSULA

Capsula

Lisa sogna il blues [7G06]

Capsula dell'episodio

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[Lisa è in bagno, sullo sgabello, mentre osserva lo specchio pensierosa, bussano alla porta. Fa un sospiro e abbassa il capo]
Homer: Lisa, Lisa, perché sei ancora lì dentro? Hai qualche problema? Non t’esce? Dehihioh! LISA!!

[Intanto Lisa esce dal bagno e di corsa entra Bart, anticipando Homer]
Bart: scusa pà, prima le donne e i bambini!
Homer: ma che ca… Grrrrr!! [Homer batte sulla porta chiusa, Bart sghignazza, Lisa guarda tristemente]

[La scena si sposta in cucina, Lisa è a tavola sempre pensierosa, Maggie sul suo seggiolone, Bart sta mangiando in piedi da una scodella e Marge sta facendo da mangiare mentre fischietta un motivetto. Di corsa arriva Homer]
Homer: dove diavolo sono le mie chiavi? Chi si è infuattato le mie chiavi?! Presto, faccio tardi al lavoro!!
Marge [mentre prepara la merenda]: Homer, perderesti anche la testa se non ce l’avessi attaccata al collo!
[Homer cerca sotto Maggie]
Bart [mangiando]: hai guardato in camera tua?
Homer [girandosi verso il bacarospo]: in camera mia, geniale!! [poi corre fuori dalla cucina, Bart lo segue]

[In salotto, Homer sta rovistando nel divano]
Bart [continuando a mangiare]: ci sei! Ci sei!
Homer: lo so che ci sono!
Bart: no, non ci sei
Homer: come non ci sono?
Bart: ecco qua!
Homer [girandosi verso Bart]: hai trovato le mie chiavi?
Bart: no, parlavo della tua colazione! Eheheheh! [Homer ringhia, si vede la sua ombra che cerca di prendere per il collo Bart] Hai provato nella stanza dei giochi?
Homer: fra i giocattoli? Sei grande! D’oh! [e intanto corre via]

[Lisa apre la porta di casa]
Lisa: papà, prima vieni qui, guarda! [e indica le chiavi di Homer attaccate alla porta, Homer e Bart esprimono il proprio rammarico] Tieni! [Homer mugugna]
Marge [andando verso il resto della famiglia]: mi dispiace ragazzi, mi sono rimasti solo due dolci e voi siete tre! [fa vedere i due babà rimasti]
Bart: non fa niente mà, tanto fra di noi c’è uno che s’è strafogato come un porco negli ultimi trent’anni, può fare a meno di…
Homer: ehi, Bart!
Lisa: prendete il mio, non sarà quel dolce che addolcirà la mia vita! [lo sguardo è basso, si dirige verso la porta di casa] Oh, ormai ita!
Bart: magico!
Homer: dammi un cinque! [Homer e Bart contenti si danno il cinque]

[A scuola, lezione di musica, suoni di strumenti in sottofondo]
Signor Largo: ora, ragazzi, partiamo dall’inizio! Uno, du e tre, e… [indica i numeri con le dita]
[La classe di Lisa incomincia a suonare 'My country 'tis of thee', il maestro li segue con la bacchetta e accennando il motivetto. Ad un tratto Lisa prende lo spunto per un assolo di sax, tutti si fermano e la guardano, il maestro, arrabbiato, cerca di richiamare la sua attenzione picchiando con la bacchetta]
Signor Largo: Lisa… LISA SIMPSON! [Lisa si ferma] Lisa non c’è spazio per svisare col bebop in un motivo tradizionalmente patriottico
Lisa: ma signor Largo, la mia patria è anche questo oltre al resto!
Signor Largo: cosa?
Lisa: io piango le famiglie senza tetto costrette a vivere dentro una macchina, il contadino dell’Iowa senza terra, strappatagli dai burocrati, il minatore del West Virginia che sputa sangue!
Signor Largo: questi sono sentimenti elevati, Lisa, ma nessuno di questi poveri disgraziati parteciperà al recital della prossima settimana! [rivolgendosi poi alla classe] Allora signori, ricominciamo! Cinque, sei, sette… [e riparte la musica, Lisa guarda verso l’alto proseguendo a suonare come da copione]

[in mensa]
Lisa [fa un monologo seduta al tavolo]: ogni giorno mezzogiorno suona una campana, ci conducono in branco all’ora del pasto, e noi ce ne stiamo qui, come bestie, a roderci dentro, aspettando l’inevitabile
Bart: [si alza dal suo tavolo] ah ah! Guerre paninare! [e da tutte le parti della sala volano pezzi di cibo, mentre Lisa in primo piano rimane ferma e pensierosa]
Janey [con un pezzo di cibo in mano]: andiamo Lisa, cosa stai aspettando? Spara gli spaghetti, dai!
Lisa: resto neutrale, non partecipo. [le arriva del cibo in faccia] Ahimè!

[in palestra, tanti palloni arrivano da tutte le parti in faccia a Lisa, isolata dal resto del gruppo. Fischio della maestra di ginnastica]
Maestra di ginnastica [con dietro il resto della classe]: Lisa, per favore, stiamo giocando a palla tesa! Lo scopo di questo gioco è evitare la palla zig-zagando o cercando di evitare la traiettoria!
Lisa: in altre parole cercare di schivare la palla!
Maestra di ginnastica [con fare arrabbiato]: senti signorina, spiegami solo perché non trovi il modo di evitare queste palle!
Lisa [prima abbassando lo sguardo e poi rialzandolo, con le lacrime agli occhi]: sono tanto triste…
Maestra di ginnastica: tanto triste da non giocare a palla tesa? Questo è ridicolo, fammi vedere un po’ d’entusiasmo! Signorine, palla in gioco! [fischio della maestra, tutte le palle di nuovo contro Lisa che finisce per terra]

[Homer e Bart a casa davanti alla televisione a giocare con la console]
Homer: avanti, avanti, diamo un senso!
[Si vede la televisione e sullo schermo un gioco di boxe]
Bart [voce da telecronaca]: con i pantaloncini rossi e un record di quarantotto vittorie e nessuna sconfitta l’incontrastato campione di questa casa… [il personaggio di Bart si inchina e saltella] …RomboBart dei Simpson! Yuhuhuhu! E con i calzoncini rosa-sciocco, con un record di zero vittorie e quarantotto sconfitte, [il personaggio di Homer si atteggia anche lui] ok, mi correggo, umilianti sconfitte, tutte quante per K.O…
Homer: devi ripeterlo tutte le volte?
Bart: Homer, il sacco-fermo umano, Simpson!
[La sfida comincia, Bart mette K.O. Homer al primo pugno]
Bart: e Homer è al tappeto!
Homer: in piedi! Aspetta un momento!
Bart: gente, è il nuovo video-record!
Homer: non può finire così, in piedi scemo! [intanto il giudice sta contando i secondi] Forza, forza!
Bart: ehi, ragazzo, vuoi riprovarci?
Homer: ok! [Comincia una nuova partita]
Bart: sotto sotto!
Homer: in guardia!
Bart: op, op, dai! Così, forza! Ritmo, ah ah ah!
Homer: dov'è che sbaglio con questo coso...e levati di mezzo...non si piega...aspetta un momento non riesco...

[Bart e Homer continuano a tifare e a blaterare fino a quando non entra Marge in salotto con un foglio in mano e accanto Lisa]
Marge: Homer!
Homer: no Marge, non adesso!
Marge: ho ricevuto una lettera dalla scuola! [mostra il foglio a Homer]
Homer [rivolgendosi a Bart]: che cosa hai combinato questa volta, teppista? [poi, riferendosi al gioco] Levati da lì!
Bart: niente, nessuno mi ha visto farlo, non hanno nessuna prova!
Marge: per una volta questa nota non riguarda te!
Bart [rivolgendosi verso Marge]: come no? Ci dev’essere sicuramente un errore! [guarda il foglio, sbigottito] Ehi, avete ragione, questa nota riguarda Lisa!
[Homer guarda il foglio, incredulo]
Homer: Lisa?!
[Nel frattempo Bart nel videogioco decapita Homer, che lascia la testa sul ring con una grossa chiazza di sangue intorno, mentre il personaggio di Bart esulta alla proclamazione del K.O. da parte del giudice. Tutto tace e tutti quanti si rivolgono verso Lisa, che sospira tristemente]

[Homer legge la lettera, su di essa compare scritto:”Al signor e alla signora Simpson, Lisa si rifiuta di giocare a palla tesa perché è triste. Il direttore Skinner”, il resto della famiglia è attorno al divano]
Homer: uhmm… Lisa si rifiuta di giocare a palla tesa perché è triste… [poi abbassa la lettera e guarda Lisa] Ma io non la vedo così a pezzi, non c’è nessuna lacrima nei suoi occhi!
Lisa: non è quel genere di tristezza, scusa papà, ma è una cosa che non puoi capire [si alza dal divano]
Homer [si siede sulla poltrona]: ohhh, ma si che posso, principessina, anch’io sento delle cose come ad esempio… [soffrendo] il mio stomaco soffre e… [incredulo] sto diventando pazzo! Perché non salti in braccio a papà, qui sulle ginocchia [prende Lisa in braccio] e spiegami che succede!
Lisa [con fare filosofico]: mi domando… che senso ha tutto questo? Che cosa sarebbe cambiato se io non fossi esistita? Come possiamo dormire la notte quando c’è tanta sofferenza nel mondo?
Homer: spegnendo la luce, cara! [agita Lisa su e giù ed assume un tono di voce gioioso] Eh, andiamo, Lisa, monta sul cavallino Homer, Giddap, Giiii! Ihhh! Eh eh eh!
Marge: Lisa, tesoro, perché non vieni di sopra, dai, ti preparo un buon bagno caldo, a me fa bene quando mi sento triste!
Lisa: scusa papà, lo so che ce l’hai messa tutta! [gli dà un bacio sulla guancia e scende dalle sue ginocchia]
Homer: grazie, mi basta che l’hai capita!
Bart: cacchio Homer [si gratta un fianco], come facciamo a risolvere questo problemone?
Homer: hai ragione! Ehm… Bart, comincia a passare l’aspirapolvere!
Bart [inviperito]: ehi, pà, io che c’entro, non ho fatto niente!
Homer: quando ci sono guai fai solo quello che sai fare! E ora op, via, lavora!

[Bart si mette a passare l’aspirapolvere in salotto, davanti al divano su cui siede Maggie, immobile sempre col suo ciuccio in bocca]
Bart [con rabbia, mentre passa l’aspirapolvere]: mannaggia, stupido Homer, si crede d’essere stu… [vede un mazzo di carte sul tavolino, lo tira su con l’aspirapolvere] Merda, merda! [rivolto verso Lisa, con tono stizzito] Ti è piaciuto il bagno?
Lisa: così, così…
Bart [in tono sarcastico]: oh, che peccato, poverina, io invece mi sono divertito a scopare qui sotto, può darsi che mi viene lo sturbo di scopare anche sopra!
Lisa [rivolta verso Maggie]: questo è tipico di Bart, lui pensa sempre e solo a sé stesso!
Bart: ehi, non raccontare queste cavolate su di me a Maggie, lei sta con me, è una giusta!
Lisa: non è vero!
Bart: è vero!
Lisa: non è vero!
Bart: è vero!
Lisa: non è vero!
Bart: è vero, guarda, te lo provo subito! [rivolto a Maggie, con voce suadente] Maaaggie, cucciolotta mia bella, vieni da quello a cui vuoi più bene! [intanto Maggie scende dal divano e si guarda intorno, indecisa verso chi andare]
Lisa: no, Maggie, vieni patatina, vieni da me!
Bart: [tira fuori un giocattolo] avanti, Maggie, la scelta è facile! Uh uh!
Lisa: no, Maggie, non essere superficiale, bisogna sempre puntare alla sostanza! [Maggie continua a voltare lo sguardo da una parte e dall’altra] Va bene, Maggie, vai pure da Baby! [psicologia inversa]
Bart: esatto, Maggie, vieni da quello che ami di più!
[Maggie prende una decisione, si dirige verso la televisione a metà fra i due, e la abbraccia]

[Homer e Bart si mettono a giocare di nuovo al videogioco di prima, Homer si impegna e sbraita, Bart gioca con disinvoltura e superficialmente, ma alla fine riesce a vincere lo stesso, il personaggio di Homer sullo schermo finisce dentro una bara che viene sepolta e sulla quale il personaggio di Bart fa un balletto]
Bart: che casino, pà, sei proprio negato a questo gioco!
Homer: non è vero, è solo che… non posso concentrarmi col casino infernale che viene da sopra! [e intanto effettivamente si sente una musica di sassofono venire dal piano di sopra, allora Homer, dall’esterno della casa, si vede che si alza in piedi…] Lisa, Lisa!! […e che sale al piano di sopra]
[In camera di Lisa] Lisa, che ti avevo detto a proposito di suonare questo sasso-coso?
Lisa: stavo solo suonando un po’ di blues, papà… [con le lacrime che alla fine della frase le scendono dagli occhi]
Homer [commosso]: Lisa, scusa, mi dispiace, ma io non volevo sgridarti! Continua, sparati il tuo blues se ti manda ai pazzi!
Lisa [singhiozzando]: no, non fa niente, papà, lavorerò sui tasti, sempre che il rumore delle dita sulle chiavi non sia troppo forte lo stesso!
Homer: fammi sentire... [Lisa fa una prova di quello che ha detto] Guarda, arrivo a dirti che puoi fare tutto il casino che vuoi, se vuoi… [ed esce]

[Da fuori si sente una musica blues venire da lontano, Lisa allora si alza dal letto e si avvicina alla finestra]
Lisa: che bel sound sciolto, devo sapere chi è!

[esce dalla finestra e comincia a passeggiare lungo la città, al chiaro di luna, avvicinandosi, attraverso ai vicoli, alla sorgente di quel misterioso suono. Vede che seduto sul cornicione di un ponte sta un uomo che col proprio sax intona motivi blues, e ad un tratto la musica si ferma]
Lisa: era bellissimo questo pezzo, come si chiamava?
Gengive sanguinanti Murphy [dialettale]: quest’è un pezzo nero ch’aggi chiamate “Non ho mai avuto giacca e pantaloni italiani blues”

[Marge e Homer sono a letto, Marge si rivolta continuamente nel sonno, visibilmente preoccupata, si vede che sogna un suo ricordo d’infanzia]
Signora Bouvier: bene, Margina, prima che tu esca da quella porta voglio vederti con una bella faccia distesa, la gente capisce quanto è brava la tua mamma dalla grandezza del tuo sorriso!
[Marge fa un sorriso mostrando tutti i denti e la mamma le risponde in altrettanta maniera]

[Il sogno di Marge finisce, si vede che anche Homer, a letto nel sonno, è scosso e agitato, anche di lui si osserva il sogno: l’ambientazione è quella del solito videogame, ma questa volta è lui il personaggio sul ring]
Homer [nel sogno]: ma dove cavolo sono? Ahhh! [dall’altra parte del ring si vede Bart, con la sua faccia, che si avventa su Homer]
Bart: ti faccio a pezzi! [e gli sferra un pugno, Homer però si abbassa in tempo]
Homer: ahhhhh! Bart, vacci piano, in fondo sono sempre tuo padre!
Bart: ci sto andando piano, è solo che tu sei così vecchio, lento, debole, sei proprio un cesso, sei patetico, ecco che sei! [e nel frattempo rifila a Homer una serie di pugni fino a quando, a quello decisivo, Homer si sveglia dal sogno]
Homer [sempre nel sogno]: no, Bart, nooo!

Homer [svegliandosi e sollevandosi da letto]: ahhhh! [si rimette a dormire con la bava alla bocca, si sveglia Marge]
Marge: Homer, svegliati, presto, svegliati! [Homer si sveglia di nuovo]
Homer: eh? Oh? Uhm… eh?
Marge: orsacchiottino mio, vieni qua che ti tolgo la bauscina [gliela pulisce con un fazzoletto]
Homer: lo sai Marge? Diventare vecchi è una cosa terribile! Il giorno più triste della mia vita è stato quando ho realizzato di poter battere mio padre in molte cose, e Bart ha fatto questa esperienza a soli quattro anni… ma tu…
Marge: oh signore mio!
Homer: …come mai sei ancora sveglia?
Marge: sto cercando ancora di immaginare che cosa preoccupa Lisa… non lo so, sai? Bart mi dà grattacapi e Maggie ha bisogno di attenzioni ed ora improvvisamente la nostra piccola Lisa mi diventa una giovane donna…
Homer: oooh, ecco cos’è! E’ una storia di biancheria intima, vero?
Marge [col suo solito tono rauco]: uhh, buonanotte Homer! [e torna sotto le coperte voltandosi dalla parte opposta di Homer che resta a guardare perplesso e poi si riaddormenta, russando e svegliando di nuovo Marge]

[Lisa e Murphy sono ancora sul ponte, Lisa fa sentire i suoi assoli a Murphy]
Gengive sanguinanti Murphy [sempre col suo accento dialettale]: bene, ora si bemolle basso [Lisa continua a suonare in si bemolle basso] Ok, Lisa, e ora vai sui registri alti [e lei puntualmente lo fa] Niente male piccirì si nu’ babà, a me m’è venuta l’ernia a farlo
Lisa: grazie signor Murphy
Gengive sanguinanti Murphy: i miei amici mi chiamano Gengiv Scar
Lisa: oh! Ma perché ti hanno messo un nome così?
Gengive sanguinanti Murphy: dunque, mettiamola in questo modo, tu ci sei mai stata dal dentista?
Lisa: sì…
Gengive sanguinanti Murphy: io un giorno ci andrò, ma m’aggi scassat u sax e suffrì, ho sputato sangue abbastanza nella mia vita…
Lisa: hai ragione, anch’io soffro tanto…
Gengive sanguinanti Murphy [ogni sua battuta col suo solito tono di voce]: beh, io non ti posso aiutare piccirì, so’ un sassofonista terrificante, con l’anima che graffia, ma possiamo fare una jam session
Lisa: ok.

[da lontano si vedono le silhoutte di Murphy e Lisa sul ponte al chiaro di luna impegnati in un duetto di sax, stile blues. L’inquadratura si avvicina, Murphy comincia a cantare, ogni frase è inframezzata da Lisa con un pezzo musicale (il pezzo musicale coincide coi tre puntini,ndr)]
Gengive sanguinanti Murphy: “Stasera son solo… la mia baby mi ha mollato… non ho un soldo bucato… e tutto è bloccato… oh, solo sono stato… dal giorno in cui son nato… tutto quello che tiengo… è un selvaggio vecchio sax”
[ora i ruoli si invertono, Murphy comincia a suonare, e continua, tra una frase e l’altra di Lisa]
Lisa: “Ho uno schifo di fratello… rompe ogni giorno quello… stamattina la mia mamma… s'è venduta la mia colazione… mio padre è un animale… incapace di pensare… io sono la più triste della seconda eleeementar” [finiscono insieme di suonare]
Gengive sanguinanti Murphy: lo sai, suoni proprio bene per essere una che non ha veri problemi!
Lisa [avvilita]: già, ma non mi sento affatto meglio…
Gengive sanguinanti Murphy: ma il blues non è che ti fa stare meglio, serve a far star peggio chi ti ascolta [Lisa alza lo sguardo incuriosita], e a farti rimediare due soldi mentre ci stai! A proposito, se dovessi capitare nei paraggi, io faccio musica in un piccolo club chiamato ‘L’altro Jazz’!
[intanto arriva Marge di fretta in macchina]
Marge: Lisa, lascia perdere quel sassofonista!
Lisa: ma mamma, non posso jazzare un altro po’?
Marge: andiamo andiamo, eravamo preoccupati per te! [poi, rivolgendosi verso Gengive sanguinanti] Niente di personale, è che non mi fido di chi non conosco!
[Lisa sale in macchina e allontanandosi osserva il suo compagno mentre si destreggia un altro po’ al sax. La scena si chiude con Murphy sul ponte a finire l’assolo]

[Salotto di casa Simpson, Homer è sul divano che sgranocchia patatine e guarda la TV, è in onda il telegiornale]
TV: oggi un violento incendio si è sviluppato nel centro di Springfield, devastando l’auditorium sinfonico, il museo di storia naturale, quello d’arte moderna e il bowling 'Le Bocce' dove gioco io [la voce del giornalista si altera] porca pu… [Homer ha uno scatto che per poco non s’affoga] è durato per più di un’ora prima che l’incendio fosse completamente domato.
[Homer si alza dal divano e si dirige in cucina]
Homer: oh, no, Marge… [in cucina] Marge, com’è successo?
[Marge sta camminando in rotando visibilmente preoccupata, ma non per la stessa causa di Homer]
Marge: lo so, lo so, sono molto turbata!
Homer: allora hai sentito, oddio, che cosa facciamo adesso? In fondo non si giocava così male e si mangiava così bene!
Marge [guardando Homer con faccia alterata]: io sono preoccupata per Lisa!
Homer: uh, e io no?
[entra Bart]
Bart: potrei anch’io, di cosa state parlando? [Homer si spaventa]
Marge: mmm, tu credi di essere abbastanza gentile con tua sorella, Bart?
Bart: massì, tranquilla!
Marge [con fare da interrogatorio]: tu le vuoi bene, non è così?
Bart: dai, mamma!
Marge [decisa ad ottenere una risposta]: gliene vuoi, non è vero?
Bart [scocciato]: non me lo fare dire, io so la risposta, tu sai la risposta, egli sa la risposta, lasciamo perdere e basta, ok?
Marge: ok, Bart, non c’è bisogno di dirlo, ma preoccupati di comportarti bene, sii carino con tua sorella!
Bart: ok, Duck! [Homer guarda in silenzio]
Marge: avanti, Bart, è il momento di cominciare!

[Bart si allontana e va verso Lisa, che sta scendendo le scale del corridoio col suo sassofono]
Bart: ciao, maschio!
Lisa [con tono deciso]: non voglio pietà!
Bart [gentilmente]: voglio tirarti un po’ su!
Lisa: su, dove?
[Si vede il bar di Boe, pieno di gente, tutti intenti a guardare la Tv, Boe compreso. Squilla il telefono, Boe risponde]
Boe: sì? Osteria Boe, è Boe che parla!
Bart [si sente la voce attraverso il telefono]: c’è Dina lì?
Boe: chi?
Bart: Dina, il cognome è Mutàn!
Boe: ah, un momento! [poi si rivolge ai clienti] Ehm… Mutàn… Dina! Ehi ragazzi, cercano una certa Mutàn Dina! [scoppia la risata generale] Ooh, un momento, mutandina? Sei tu, non è vero? [incacchiato] Razza di piccolo verme codardo, se ti metto le mani addosso ti sbudello come un pesce e poi mi bevo il tuo sangue!
Bart: ahahahah ahahah! [la scena si sposta su di lui che si sta sganasciando a terra dalle risate]
Boe [si sente la voce attraverso il telefono]: me la pagherai!! [e riattacca]
Bart [rivolto verso Lisa, con ancora il telefono in mano]: dov’è il tuo senso dell’umorismo? [Lisa sbuffa con superiorità]
[Interviene Marge, che era nella stanza a fianco]
Marge: Lisa, farai tardi alle prove della banda, vogliamo andare? [Bart riattacca]

[si vede Homer avvicinarsi ad una sala giochi, e dopo essersi guardato intorno con aria furtiva, entra]
Homer [rivolto verso il cassiere]: ehm… mi dà un po’ di spiccioli? Mi… servono per la lavanderia!
Cassiere: ma certo, come no! [e fa scendere i gettoni dalla macchinetta, Homer li raccoglie e si guarda intorno]
Homer [verso il cassiere]: dov’è il video-boxe?
Cassiere: laggiù, in quell’angolo! Mentre ci sei datti una sciacquata anche tu in lavanderia! [Homer lo fulmina con lo sguardo, poi si dirige verso il video-boxe, davanti al quale ci sono un mucchio di bambini in fila, in attesa del loro turno. Davanti al gioco ci sta un ragazzino che vince con facilità tutti i combattimenti. Homer si mette in coda e attacca bottone con l’ultimo]
Homer: quel ragnetto se la cava benino!
Bambino: benino? Stai scherzando! Dopo più di duemila combattimenti è ancora in piedi con il primo cinquino!
Campione: ok, a chi tocca? [E tutta la folla si sbraccia cercando di ottenere il turno. Homer, sfruttando la sua stazza si fa avanti e supera tutti]
Homer: no, no, no, a me, no, a me! [poi, rivolgendosi verso il campioncino] Senti, puoi insegnarmi a giocare come te?
Campione: non credo proprio!
Homer: oh, andiamo!
Campione: senti, io ti insegno se tu abbai come un cane!
Homer [stizzito]: vacca, figlio di … Wof, wof, wof! [lasciandosi così cedere al ricatto]
Campione: eh eh eh, benissimo, affare fatto, fido Bau!

[La scena riprende palesemente più tardi, quando ormai la sala giochi è vuota, sono rimasti solo Homer e il ragazzo, visibilmente stanchi]
Campione: ti si sono vuotate le tasche pomodoretto pelato!
Homer: va bene così, con i consigli che mi hai dato ho intenzione di far sputare sangue ad un piccolo presuntuoso di mia conoscenza, stasera! Deihiheh!
[arriva la mamma del ragazzo]
Mamma [con accento forse toscano o romano]: Howie, t’ho detto e ripetuto di non sprecare i soldi in questo posto da bischeri!
Campione: maremma oh! Scusa mamma!
Mamma [rivolta verso Homer]: e lei, un uomo della sua età senza capelli dovrebbe vergognarsi a fare certe cosine.
Homer: ehm, mi scusi, credo che mia moglie mi stia chiamando… [e si allontana]

[Lisa e Marge sono in macchina, in silenzio, dirigendosi verso scuola. Lisa è ancora triste, Marge se ne accorge e comincia a parlarle]
Marge: senti, Lisa, ascoltami, è una cosa importante, io voglio che tu oggi faccia un bel sorriso!
Lisa: ma non ho voglia di sorridere!
Marge: vedi, non ha importanza quello che tu senti dentro, capisci? E’ quello che fai vedere in superficie che conta! Questo è quello che mia madre mi diceva sempre, “prendi tutte le cose negative e mandale giù, sempre più giù, fin sotto le ginocchia, fino a quando non ci cammini sopra, allora sarai apprezzata e verrai invitata alle feste e piacerai ai ragazzi, e di conseguenza sarai felice” [Lisa abbozza un sorriso un po’ forzato] Oh, andiamo, sono sicura che sai fare di meglio! [Lisa ci riprova, mostrando un sorriso ancora più forzato] Oh, adesso ti riconosco! [le passa la mano sulla testa]
Lisa: già mi sento una scassa-maschi!
[poi Lisa scende dalla macchina e si avvicina a due ragazzi che sono fermi in giardino davanti alla scuola]
Ragazzo1: ehi, che bel sorriso, Lisa!
Lisa: grazie!
Ragazzo2 [rivolgendosi all’altro ragazzo]: perché ti metti a parlare con lei? Vedrai che adesso dice qualcosa di strano!
Lisa: invece no! [con voce davvero finta]
Ragazzo1: sai, io pensavo che tu fossi una specie di scema in testa, ma invece vedo che sei normale! [Lisa annuisce]
Ragazzo2: senti, allora, perché non vieni a casa mia dopo le prove della banda a farmi i compiti?
Lisa: ok!
[Marge, che dalla macchina sta seguendo il dialogo assume improvvisamente un’espressione furibonda. Arriva anche il signor Largo, l’insegnante di musica]
Signor Largo: cinque minuti, gente, cinque minuti! Ora, signorina Simpson, spero che non si ripeta come ieri un attacco di creatività incontrollata! [Marge diventa sempre più furibonda]
Lisa: no, signore!
[Marge ingrana la marcia e in velocità si riavvicina a Lisa e la tira dentro la macchina]
Marge: vieni!!
Lisa [guardandosi dietro, verso i tre, allibiti]: cacchio mamma!
Signor Largo [parlando ai ragazzi]: uhm… ora capisco da chi ha preso!
Marge [fermandosi con la macchina e parlando a Lisa]: Lisa, scusami, ho sbagliato con te, ritiro quello che ho detto, sii sempre te stessa! Vuoi essere triste, tesoro? Sii triste, non ti preoccupare, saremo tristi tutt'e due, e quando avrai finito di sentirti triste [Lisa abbraccia Marge] io sarò ancora lì, da adesso lascia che sia io a sorridere sia per te che per me
Lisa [sorridente]: sì, bigodina!
Marge [stupita]: ho detto che non c’è bisogno di sorridere, Lisa!
Lisa: ma io ho voglia di sorridere!

[Homer e Bart per l’ennesima volta sul divano di casa a giocare a video-boxe]
Bart: voglio batterti ancora una volta, poi basta, chiudo, sta diventando noioso amico!
Homer [con l’aria di chi la sa lunga]: cerca di non farmi troppo male, figliolo, eheheh!
[parte il combattimento, ma questa volta Homer parte fortissimo e prende il sopravvento del match]
Homer: figliolo, stasera non è serata!
Bart: ma che ti è preso? E va bene maschio, l’hai voluto tu! Hai perso in partenza!
Homer: eh eh! Bloccato! Mi hai mancato!
[Homer senza troppa difficoltà riesce a mettere sotto l’avversario]
Bart: ma cosa…?
Homer: eh eh, ti spiezzo in due! non ci provare, eh? Ti stacco il cervello! [Intanto Homer continua a far sua la partita]
Bart: in guardia!
Homer: la folla è tutta in piedi mentre uragano Homer si prepara a finire il suo avversario!
[entra Marge]
Marge: ragazzi, un po’ d’attenzione per favore!
Homer: zitta, Marge, questo è il mio grande momento! [riprende con la telecronaca] Bart “Scacchina” Simpson è ormai alle corde, spero che io metta presto fine alla sua agonia!
Marge: Homer!!
Homer: bene, sei fortunato, Bart, sta arrivando il mio diretto…!
[La Tv improvvisamente si spegne, è stata Marge, con ancora la presa in mano, mentre Homer è davvero disperato perché era quasi vicino alla vittoria]
Homer: la mia partita, la mia partita, [si inginocchia] lo potevo battere! Marge, come hai potuto, avevo chiuso!
Marge: mi dispiace, ma ci sono cose più importanti di questo stupido e rumoroso gioco!
Bart [compiaciuto della situazione]: hai ragione mà, e voglio approfittare di questa occasione per annunciare il mio ritiro da imbattuto dal mondo del video-boxe! [Homer disperato, sempre in ginocchio, si mette a piangere in seguito a quest’ultima affermazione]
Marge: oh, calmati, adesso Homer, Lisa ha avuto un’idea che potrebbe essere carina per tutta la famiglia [Homer continua a disperarsi]

[La scena si sposta all’interno di un locale, presumibilmente L’altro Jazz, è Murphy che parla, davanti ad un microfono sul palco]
Gengive sanguinanti Murphy: la prossima canzone è stata scritta da una mia amica, una delle grandi piccole signore del jazz! [comincia la musica, poi ad un certo punto Murphy comincia a cantare usando le stesse parole già in precedenza create da Lisa. La famiglia Simpson è seduta ad un tavolo, tutti quanti ascoltano compiaciuti] “Ho uno schifo di fratello… rompe ogni giorno quello… [Lisa saluta con la mano] stamattina la mia mamma… si è venduta la mia colazione… mio padre è un animale… incapace di pensare… [in seguito a questa frase Homer si desta dal suo stato di estasi musicale esclamando un fragoroso “Cosa??” ] E io sono la più triste… della seconda elementar…” [Lisa è davvero contenta, lo si capisce dallo sguardo]
[il canto finisce, Murphy prosegue con assoli di sax, la scena si chiude con una ripresa dall’esterno del locale sotto al chiaro di luna e i titoli di coda mentre la musica continua fino alla fine]

[un caloroso ringraziamento a Equalizer]