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Il doppiaggio

Una volta realizzata la traduzione e l’adattamento del testo originale, scelte le voci di ogni personaggio, suddivisi i turni di lavorazione, i doppiatori entrano in sala di doppiaggio e registrano quelli che saranno i dialoghi italiani della serie: ma cosa succede davvero durante questa fase?

[Luogo di lavoro]

La sala di doppiaggio è uno studio strutturato, costituito da due ambienti contigui: la zona in cui lavorano i doppiatori (e l’assistente di doppiaggio) e quella in cui si tro­vano il direttore ed il fonico di sala, detta regia, separate da un ampio vetro. Il primo spazio, adeguatamente insonoriz­zato, contiene il microfono per la registrazione della voce, un leggio con il copione italiano e il grande schermo su cui ven­gono proiettate in sequenza le immagini da doppiare. Nel secondo spazio, invece, si trova un grande tavolo con le apparecchiature tecniche necessarie per la tra­smissione del video e dell’audio originali, la regolazione di volumi ed effetti, la regi­strazione del doppiato: di qui il direttore controlla il lavoro, osser­vando le immagini, sce­gliendo cosa ascol­tare e comunicando con l’assistente e i doppiatori – dotati di cuffie, in cui sentono sia i suggerimenti del direttore sia le versioni originali – attraverso un microfono; di qui il fonico regola le sue azioni in base alla riuscita del la­voro e ai desideri del di­rettore; di qui il responsabile di edizione, se pre­sente, supervisiona il pro­cesso produttivo.

[Figure professionali]

Tra le figure che operano in sala di doppiaggio, la principale è il doppiatore, colui che dà la propria voce all’attore che parla in un’altra lingua. Si tratta di veri e propri attori, però “dimezzati” dal momento che la loro recitazione è limitata alla voce, ed esclude completamente la componente mimica e gestuale. Questo vuol dire ade­guare la propria recitazione a quella di un altro attore, rendendola credibile: non basta pronunciare le battute in modo che siano sincronizzate a quelle dell’attore sullo schermo, ma occorre trasmettere le emozioni del personaggio ricorrendo al timbro, al tono e al volume della voce, all’intonazione e al ritmo della frase. Dopo alcune prove con il sonoro originale in cuffia e dopo i con­sigli del direttore di doppiaggio, gli attori registrano; qualora la “prima” non sia riuscita al meglio, c’è la possibilità di riprovare fino ad un risultato opportuno.

Il direttore di doppiaggio è il regista della situazione: spesso un dop­piatore con grande esperienza, cono­sce bene il testo da doppiare e aiuta i doppiatori a rap­portarsi cor­rettamente con esso, sia in senso espressivo (recitazione, effetti di si­gnificato da ottenere) sia in senso tecnico (controllo di pause e lunghezza delle battute, spesso delegato all’assistente). Il direttore controlla la resa dei doppiatori e del lavoro, e spesso interviene modifi­cando al­cune battute perché si inseriscano meglio sul video o spiegando agli attori il tipo di risultato che vuole ottenere.

L’assistente di doppiaggio e il fonico di sala svolgono ruoli accessori, ma fondamentali per rendere ottimali le condizioni di lavoro e il prodotto finito. Il primo stabilisce i turni di doppiaggio, coordina il lavoro e controlla il sin­cronismo labiale e le tracce di registrazione. Il fonico, invece, è il tecnico che ha il compito di incidere la voce dei doppiatori su supporto magnetico e che può, secondo il volere del diret­tore, compiere operazioni accessorie sull’audio come modificare i volumi in stu­dio o far riascoltare un pezzo già registrato.

[Modalità di lavoro]

L’unità di base del lavoro in studio è il turno di doppiaggio, della durata standard, stabilita dal contratto nazionale dei doppiatori, di tre ore. Ogni giorno si possono fare tre turni di doppiaggio, e sulla base dei turni vengono calcolati i compensi dei professionisti: direttore ed assistente ricevono un compenso per turno, mentre i doppiatori sommano il gettone di presenza per turno ad una cifra per ogni riga (di massimo cinquanta caratteri, spazi inclusi) doppiata.

Il doppiatore può svolgere il suo lavoro in colonna separata o in gruppo: nel primo caso, per ogni scena ven­gono registrate soltanto le battute di un personag­gio, mentre gli altri incideranno in un secondo momento: è la scelta oppor­tuna quando occorre rendere nel migliore dei modi le sovrapposizioni, le distanze, gli effetti attraverso una suc­cessiva elaborazione della pista audio; nel secondo caso, tutte le voci di una scena vengono incise su un’unica colonna audio, limi­tando le possibilità di intervento successive ma consentendo una registrazione più veloce ed economica. Nel caso dei Simpson, quasi sempre i personaggi principali lavorano in colonna separata o, solo per alcune scene, in coppia; solo i perso­naggi di contorno inci­dono tutti assieme le loro battute, nei cosiddetti “turni di brusio”.

A cura di Luca Barra